

Vale, Martina, barbara e Tonya

Rosa e Daiana
Da queste parti, soprattutto per noi donne, una sola cosa è certa: l’incertezza! E per come vanno le cose, nel quotidiano, la speranza che avvenga un miglioramento di qualità della nostra vita, è assai improbabile. Di solito troviamo lavoro solo a nero, sfruttate nei negozi per meno di 2€ all’ora, o come sguattere per 15€ al giorno. Questa città è inzuppata di violenza, in ogni sua piega urbana, e noi donne ne subiamo i danni peggiori.
Non esistono regole ad oc per muoversi in sicurezza a Napoli anzi, ogni quartiere di questa città rispecchia lo stato d’animo e le prevaricazioni imposte dalle varie famiglie malavitose dominanti, dunque è una questione di adattamento ambientale “a zona” . In ogni caso tutte le aree del centro e della periferia condividono due grossi problemi: 1) la presenza di bande giovanili, in gran parte formate da minorenni, dedite alla violenza di strada e al vandalismo sull’arredo urbano, 2) il proliferare di delinquenti “cani sciolti” consumatori di razzie disperate e improvvisate. In tale contesto è bene prendere, uscendo di casa, alcune precauzioni:
1) Nel percorrere a piedi il centro storico o i quartieri più popolari è consigliabile camminare contromano al senso di marcia delle auto, questo limita l’azione di eventuali scippatori motorizzati e si ha il tempo di prevenire gli attacchi degli “schiaffeggiatori” volanti.
2) Se sei una turista o una studentessa fuorisede, in arrivo a Napoli il lunedì o martedì, di mattina presto, con in tasca il gruzzoletto settimanale, evita di trascinare la borsa con le rotelline. I “cani sciolti” vanno a caccia di questo rumore, sanno che chi trascina le “ borse rotellate” viene da fuori o parte, con soldi freschi in tasca. Nel centro antico questo tipo di rapine è di routine.
3) Il casco va indossato per la tua sicurezza e per legge. Non è consigliabile comunque, in alcune zone del centro e della periferia, indossare quello integrale, che potrebbe impressionare, a rischio di spiacevoli conseguenze, “i signori” del posto, specie se, sulla moto, siete in due. E’ preferibile indossare quelli detti a scodella. Zone a rischio casco: quartiere Sanità, Quartieri Spagnoli, Quartiere Mercato, Secondigliano e Scampia.
4) Anche senza un centesimo di credito, il cellulare è in grado di fare chiamate di emergenza, uno vecchio buttato in macchina, anche senza batteria, alimentato con lo spinotto auto può tornare utile in caso di necessità. Evita di indossare, in macchina, nelle zone ad alta densità di traffico, orologi o monili di valore. “Quelli del Rolex” non sono i soliti morti di fame , ma professionisti: 1 basista ( dunque guardati dove alloggi o vai a cena) , 1 pedinatore e 3 scippatori su due motorini, compreso il ricettatore, questo tipo di attività utilizza circa 5 delinquenti. Insomma nelle strade a rischio usa “l’orologio e la bigiotteria” di riserva.
5) E’ consigliabile, nella sfortunata eventualità di essere rapinati, di tenere a portata dei delinquenti, un portafogli civetta, con dentro una ventina di euro (prezzo medio di una dose x due) in modo da evitare rappresaglie in bastonate e salvare nello stesso tempo lo stipendio o i risparmi riposti in una doppia tasca, interna al jeans , o ai calzini. Memorizza e tieni, sul cellulare, in "stato d'allerta" i numeri di emergenza 112 e 113.
Rosa, insegnante - Barbara, disoccupata - Tonya, infermiera - Patty,
disoccupata - Monica, operaia
donnemalanapoli@yahoo.it
Per non dimenticare quell’8 marzo di dolore e di rabbia,
per non dimenticare l'8 marzo di tutti i giorni.
Nel 1908 ad inizio marzo, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni. l'8 marzo il proprietario, Mr. Johnson, fece bloccare tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Qualcuno appiccò fuoco allo stabilimento e le 129 operaie, prigioniere all'interno, morirono arse vive dalle fiamme. Questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg. Oggi i padroni non appiccano più il fuoco per “zittire” le giuste rivendicazioni delle donne lavoratrici, ma i fatti mostrano chiaramente come all’interno dei luoghi di lavoro le donne pagano ancora un prezzo altissimo di ingiustizie, fatte di discriminazioni, isolamento e prevaricazioni. Questo sul lavoro e fuori? Negli ultimi 12 mesi, in Europa, dati ISTAT, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 24 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti. Il 3,5% delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. Lo 0,3%, pari a 74 mila donne, ha subito stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Riflettiamo su queste cifre e rivendichiamo il dolore, la rabbia, la determinazione, la gioia , la voglia di vivere e di essere delle donne, di tutte le donne.
